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giovedì, febbraio 23, 2006

 

Consiglio provinciale

I comitati rosatesi protestano in aula contro la giunta. È nocivo il gel trovato nella zincheria Valbrenta. Formenton è un bugiardo. La replica: «Nessun pericolo»

Il caso della zincheria Valbrenta di Rosà è nuovamente deflagrato a palazzo Nievo dove il 20 febbraio si è riunito il consiglio provinciale. Durante una
interrogazione dei Verdi una ventina di sostenitori del comitato di San Pietro ha sfilato silenziosamente (vedi foto) in aula per poi protestare duramente contro la giunta della Cdl a margine della seduta.

L’ANTEFATTO. La querelle amministrativa e giudiziaria va ormai avanti da
oltre un lustro. Nella frazione di San Pietro a Rosà un migliaio di residenti contesta l’insediamento della zincheria Valbrenta. Tra le tante accuse nei confronti dei privati quello di aver «letteralmente avvelenato il sottosuolo dove sono state costruite le fondamenta», nonché quello di avere violato
la norma urbanistica. Sull’altro versante la proprietà sostiene invece
la regolarità dell’intero iter.

L’INTERROGAZIONE. Così è stata la verde Rosanna Rosato con una interrogazione a chiedere alla provincia «sin da ora la valutazione di impatto ambinetale (Via, ndr) per l’insediamento della zincheria, che sta per essere ultimata». Per la Rosato infatti l’impianto ha le caratteristiche non del «semplice sito metallurgico, ma ricade nella fattispecie di insediamento a valenza anche chimica». Tant’è che la Via richiederebbe controlli più approfonditi su tutti i parametri ambientali.

LA GIUNTA. In questo quadro la replica è toccata al leghista Walter Formenton, suo il referato all’ambiente: «Siamo in attesa che la ditta fornisca alla provincia la documentazione». Poi una precisazione sul gel ritrovato nel perimetro della fabbrica: «Non c’è contaminazione da acrilammide (sostanza assai tossica, Ndr)... Le modeste quantità di gelatina ritrovata, secondo l’Arpav hanno dato riscontro per la presenza di poliacriloammide ammoniaca commerciale. Una sostanza usata per la depurazione delle acque».

IL COMITATO. Secca la risposta di Lorenzo Signori, portavoce del comitato: «Si vede che Formenton ha lavorato per la Tricom, l’azienda che è stata rinviata a giudizio per aver procurato il disastro ambientale di Tezze sul Brenta. Sono gli stessi documenti prodotti dai periti della zincheria a dire che quel gel schifoso trasudato dal sottosuolo (contiene, Ndr) poliacriloammide e acrilammide. Formenton mente. Ma pure la presidente
leghista Manuela Dal Lago non ne esce bene. Ne esce a pezzi. In aula non c’era. Le fa ribrezzo parlare della zincheria?»

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